Oltre la grata

Accarezzo i miei pensieri
plagiati
da peccaminose confessioni clonate
libero verità nascoste
tradendo il mio segreto
sulla cripta di un ricordo senza nome
ora la paura
è una creatura
che non alberga più nella mia stanza
con l’ultimo respiro
l’ho spinta lontano
oltre il mio confine
a ritroso
ritrovo il mio senso distinto
cercando tra le risacche dei miei silenzi
ho chiuso il dolore
dietro grate di nebbia
che il tuo nome erode
con lame di suono
come l’ultima sovversiva ragione
di cui il mio cuore in cancrena
si fa alibi per battere ancora
e mi diventi sangue
per questa pelle
straziata di graffi
diventa guscio al mio fiato la tua voce
che mi sovrasta paura e pensieri
quest’affanno che ho nella mente
per cercar la tua bocca
aldilà delle grate
che mi spende tutta l’aria
e stordisce il presagio.
©
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L'autore
Turan
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