Tacitiana XXVIII (l’abiura)

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi
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Amore abiurato che non è neppure più compassione, o tolleranza, o semplice sopportazione, spesso capita che non si sappia accompagnarsi, nella strada impervia e piena di ostacoli del dopo amore, un sentiero pericolosissimo che può accompagnare in un luogo di pace e serenità o far precipitare al suolo, sfracellandosi. Poesia doloroa, intensa, bellissima
Breve e intensa poesia dal forte impatto emotivo. Diretti i versi si imprimono nella mente del lettore.
come le attendo le Tacite Neveriane, quasi un dogma ormai per me... un autore che in queste sue brevi, abbandona i fastelli delle sue opere, normalmente confezionate da pregevoli stesure, da raffinate immagini e splendido sentire... nelle Tacitiane, lasci la mano più libera, scevra, ma anche così riesci ben a pennellare il tuo sentire attraverso brevi ma intense emozioni... in questa si legge il disprezzo che diventa abiura... molto ma molto bella... mitico
Fenomenale breve..."tacitiana". Certo è che i termini usati per comporre i versi sono calibrati, limati, accuratamente selezionati per contestualizzarli nel dire Poetico dell'Autore. Ammiro tanta attenzione nella scelta di verbi e parole come si addice ad illustri Poeti. Bellissima!
querule istanze, abiurano un amore, finito come spesso accade, impantanato in uno stagno ormai fetido... triste epilogo di molti legami, che implodono su sé stessi, non avendo colto la possibilità di crescita, ma piuttosto avendone smorzato la spinta breve d'impatto emotivo forte e profonda riflessione




