Il giorno dell’indifferenza (23 maggio 1992)
Michele Tropiano
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Non ce ne frega niente
di Falcone e Borsellino,
no a noi non ce ne frega
non siamo andati a scuola
non li abbiamo mica ammazzati
noi – no! – noi
non li abbiamo uccisi.
Eravamo tranquilli quel giorno
di maggio odoroso d’orchidee sul davanzale
della nostra casa a Palermo,
la tv annunciava una bomba
una strage un macello
(oh, un macello ogni giorno
all’uscita di Capaci, il traffico,
i clacson, non ci passavamo da un po’):
“lo sapeva, si sapeva, lo sapevamo tutti
che sarebbe successo, prima o poi”
perché non si va contro la mafia
“se l’è cercata e l’ha trovata”
la morte all’uscita sull’autostrada
(di questi tempi non sta più solo
dietro un angolo con la falce in mano).
E quell’altro poi? era giungo? forse luglio
e faceva caldo e a Palermo non si respira
e l’aria era ferma e d’estate non si respira,
è spirato così in via D’Amelio
(lì non c’era mai traffico, strada tranquilla,
fino ad allora quando ci fu il botto).
Il Palermo retrocedette in C1 quella stagione,
facemmo un pessimo campionato nel 91- 92.
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L'autore
Michele Tropiano
Commenti (1)
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Giovanni Perri2 giugno 2012
una voce dolorosa, che racconta il dolore da dentro, con gli occhi quelli veri sanguigni, terragni, imbecilli, macabri, dell'indifferenza. Una fotografia di quelle che ti restano addosso. Che grande prospettiva hai scelto!!

