Notte senza fate
Stefano Drakul Canepa
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E' un velo di discordia,
un male di miele che ricorda
ed uccide le sere, le tante primavere
senza una rondine a volare.
E' un dolore di mare,
il profumo delle erbe scure
dipinto a luna nelle notti grevi
e cancellato ad ombra per vergogna.
Quasi fosse una menzogna,
la limpida sorgente di una fronda
ignota alle mie pareti di marmo nero,
impeto sincero di abbandono.
E' una carogna accarezzata male,
un soffio di maestrale
che fa rabbrividire il cielo,
un gelo di petrolio a funerale.
Prego le mie doglie di partorire
delitti veloci, per finire nella fretta
di una morte da crociera,
di un danno preso a rate
da una notte scura, senza fate.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Elena Poldan23 maggio 2012
In uno stile diverso dal consueto (anche la musica è più allegra... diciamo...), molto apprezzata... Forse è una mia sensazione, ma sembrano fiorire germogli di sole sulle notti, seppure senza fate, del principe dei nembi...
elena leica23 maggio 2012
Un tuono diverso... una voce ritmata nei palpiti dell'animo. Sorprendi sempre!...imprevedibile stile che trascina il lettore nelle sensazioni nuove, emozioni superbe.


