Fuoco
Stefano Drakul Canepa
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volgevi luce
dove notte tremava
fuoco nudo
Volgevi le spalle alla luce,
come a nascondere la parte nera
di te che pensavi in attesa,
sempre in attesa di una primavera.
O forse di una porta chiusa,
di un velluto fatto per ferire
per graffiare via piacere e dolore
come in un'ultima danza a tremare.
Chiamavi lo sguardo come a gridare
uno sguardo che girava a vuoto
in cerca di una sera fra tante,
fra le tante perse in una stanza.
O forse in una storia chiusa,
una di quelle melodie già ascoltate
e poi dimenticate in una scintilla
che non brucia, che mai diviene
fuoco
fra la pelle e il cuore.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Gentiana Marika25 maggio 2012
Che meraviglia questa lirica ... Un velluto fatto per ferire e graffiare questa stanza nascosta dell'anima dove alberga piacere e dolore insieme e dove la luce e il buio combattono di continuo senza darsi tregua.

