Inno a Nisyros- III: Un gatto grigio e una lucertolina
Nella brezza marina della sera l’onda
calma fendeva la barca, svelta da Nisyros
scivolando via una allegra boema compagnia
Skoda làsky cantava il verso di un gabbiano
lì giunto sopra in volo il canto accompagnar
parea altri i pensieri miei le riflessioni mie.
Lontano portavan le carrube acerbe nella mano
da poco colte là vicino dal carrubo stanco amico
della casa bianca da tempo ormai abbandonata.
Occhi spenti di quella le finestre marcescenti
dal tarlo tormentato della porta il legno suo
non metallo la serratura ma ruggine ferrigna
qual rintocco funereo che timore al cuore dava
sbatteva lì pendolo dando colpo sopra colpo
al consunto palo di chiusura un cancelletto,
qual sentinella disarmata ad un orto un tempo
fitta qui sterpaglia disseccate erbe qualche cardo
raro, dentato: lignei frammenti, parte dei suoi
denti, a terra sparsi non più ritti storti al tocco
tremolanti i pochi tre o quattro sol i rimanenti.
Un grigio gatto furtivo solitario che tra l’erbe
arse qual segno di non spenta vita passò veloce
e fuggì via e quel danzar poi leggiadro sui muri
tormentati dal giallo- verde color d’una lucertolina
che pur essa ratta ratta poi sparì entrando tra le crepe.
Nel luogo nel momento non segni di mera morte
lor solo e quel carrubo fisso senza movimenti
se non le foglie smunte da tempo per le latenti
spente cure a fatica mosse a toccar più alto
il sovrastante cielo, solo secche carrube ai piedi
d’anima svuotate semimorti semi, non morte
ancor di vita vive davano segnale quelle carrube
dal color acerbo poche che meste dai rami suoi
la residua linfa suggendo al tronco negavano
sostanza. Nisyros già lontana di Kos la spiaggia
più vicina cessato il boemo armonioso canto
quelle vite viventi la mente ancor portaron
a quel tentar voler filosofare sognante mio.
Di quel vecchio gatto grigio quali i suoi pensier?
Dove finita quella lucertolina variopinta serpegiante?
Quali i legami e le memorie loro forse un tempo
con chi lì vi abitava lontano poi migrato penso
in cerca di fortuna? Si sarebbero un giorno
ignoto ritrovati quale poi la sorte qual il lor
futur destino? Pensieri in libertà pura sciolta
che allor vagava tanto fantasia e solo mia.
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
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