Suggestione d'altezza
L’Amor germoglia nelle pietre,
erbaccia ostinata, ricetta di streghe.
D'illusione è infezione, la vigliacca
passione che non sradica le foglie
più di un'alito di vento!
E che non riesce a strappar
che poche lacrime d'argento!
Scioglie il cuor è pur vero,
ma è fuoco amaro di vanità,
che ti altera il sangue, più
di quanto riesca il successo,
più dell'ego o del denaro,
si dimentica chi sei, ti confesso:
sembrava gioia il Miele Amaro,
era colloso e profumato,
ma la vita mi ha corroso,
fino a suo schiavo esser stato,
fino a svuotarmi d’ogni emozione.
Sogno dei sensi o reale tortura?
L’Amor ti porta sul cielo,
con corde d'immagine:
quella che vedi
è suggestione d'altezza,
eppur così forte
par lo schianto sul suolo!
Affogare d'Altezza,
o ancorare al cemento?
Lasciatemi parlare, un secondo
di meno, ma senza pudore,
quante volte l'Amore, fu per voi
di fonte il Dolore?
Di risposta, ahimè, ne conosco
sol una!
Di cuore fu una rapina!
D’odio fu una fucina!
Per vendicare dolci intenzioni,
costrette a raggelare su specchi
ormai infranti.
©
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Commenti (1)
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Francesco Rossi30 maggio 2012
Ho letto con attenzione la composizione dove l'autore in modo abile e attento ai particolari verseggia con tinte poetiche forti e nella chiusa della sua poesia l'epilogo con le intenzioni raggelate su specchi infranti. Se questi poi sono gli specchi di animi sensibili ecco che la composizione esprime pure forte intensità emotiva.
