L'ora d'aria

Prigioniero dei troppi perché
respiro l’ora d’aria
concessami dai miei muti pensieri
ti vedo
sotto la trasparenza
dell’abito nuziale
portato in dote
dall’unicità del tuo sapermi amare
lo sento il suono dei tuoi baci
sento il tuo corpo
come burro
fondersi al desiderio tattile
partorito
dalla mia nuda voce
che sfiora
l’istante della carne
come fossi lì
sulle tue dita
ad affogarti
come corda tesa intorno al ventre
le tue dita
e il loro impudico incedere
che sovrasta ogni ragione
che trasuda di assenso
nella voluttà di un pensiero ambito
è estasi
che sento sotto la mia lingua
mentre ti chiamo
e il tuo sapore
sgorga rigoglioso
mentre respiro
impaziente
nel delirio che si annulla nei tessuti
nel tuo volermi addosso
nella meraviglia
del tuo sapermi accogliere
e ti resto così
nel liquido fiato
che ti lascio dentro
nell’emozione fatta di seta
del profumo ambrato
con cui hai marchiato
l’impuro mio destino
nello stupore
di vederti fondere
in questa mia ormai trascorsa
ora d’aria
©
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L'autore
Turan
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