Tastevin

confido non abbia mentito il legno
la barrique
e sia stato davvero rovere
a invecchiare i giorni piccoli
perché lo spillare è incrinato nel dubbio
di un sapore guasto
che non conceda altro rosso
proprio ora che il bicchiere
è apparecchiato davanti al fuoco
mentre fuori la luce vira al cupo
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (1)
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Giovanni Perri31 maggio 2012
Deliziosa immagine del desiderio, sempre in bilico tra sogno e realtà. Questi archi di sottofondo danno l'esatto rimando al senso di un'attesa liquida, carminia, silenziosamente ritratta in una landa di incertezza e d'amore, quasi fosse una scultura del tempo in qui ognuno confida. Se questi versi venissero dal legno, quello si, sarebbe certamente rovere.

