Rovo di malva
Stefano Drakul Canepa
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nubi di malva
senza la melodia
ed un pensiero
Ti aspettavo senza un colore
perché il vento avrebbe potuto sfiorare
la pelle e poi accarezzare, senza negare stelle
al loro inganno d'ambra, al loro rovo di malva.
Ero a mani vuote ma le poche volte
che sentivo il vuoto premermi addosso
facevo di me il signore del mentre, uno spettro
con un'unica ombra, da cercare per poi svanire.
Ti perdevo con un unico ricordo,
forse era poco ma io bastavo alle mie danze
ed una sola melodia cerchiava le mie palpebre
con il buio dei sogni, con l'amaro sapore dei torti.
Ero a tinte vuote ma dietro ad un vetro
non c'è immagine ed un solo suono, non un perdono
a svanire l'incenso, non il senso di un ardore.
Un cuore di vaniglia, che brucia la sua paglia
in una dolce sorte in bianco e nero,
alito perduto di una morte breve.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Fantaghirò31 maggio 2012
questi versi cosi incisivi sono splendidi, ricchi di belle immagini struggenti e d'atmosfera.
elena leica31 maggio 2012
...''un cuore di vaniglia che brucia la sua paglia...''mi perdo come sempre nella sinfonia malinconica di questo raffinato stile poetico che incanta sempre di più il lettore... un angolo nostalgico anche se spesso oscuro... dona quella luce che il POETA ha dentro nell'anima... sensibilità che profuma le righe... di un dolce- amaro nettare del suo cuore. C O M P L I M E N T I.

