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Donne 31 maggio 2012 · lettura 1 min · 3835 letture

Ammutolita

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MariaGiovannAìnoRusc ito 178 poesie pubblicate
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l'accento prescelto è il campo fischiante affascinatore d'interlocuzione muta, sterilizzata coralità parafrasi l'esplicazione di ascetico accento è l'aggiunta di quiete cinta dall'ulteriore statico tacere
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Il silenzio a volte da alcuni vili è apprezzato meglio del sano confronto. Il segno, il sibilo muto, la sterile "presenza" per alcuni è preferibile.

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L'autore
MariaGiovannAìnoRusc ito

Architetto-non-Architetto, Web Graphic Visual Designer. Appassionata, da sempre, alle arti. Dipingo? Per diletto. Espongo i miei dipinti? L'ho fatto poche volte. Pratico sport? Certamente. Il mio nome? Maria Giovanna Ruscito. L'età? 47 anni. Scrivo poesie? Per ardente passione. Giana

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Commenti (3)

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Elle31 maggio 2012

Restare in silenzio come mutismo... inteso come rifiutare il confronto è sì da condannare quando quel silenzio è tipico del vigliacco che non sa prendersi la responsabilità delle sue azioni... allora preferisce non proferire... o peggio quando ti considera al di sotto e pensa che magari parlare sia tempo sprecato... Bel dilemma... porta ad una ragionevole riflessione. Ti dirò... il silenzio nasconde sempre.

Mauro1 giugno 2012

E si. Il silenzio del'interlocutore a volte mette il vile in vantaggio. Gli fa credere di essere più forte, anziché portarlo nella sua dimensione reale. Giusta questa osservazione e arguto l'argomento, come quello di tutti i tuoi scritti. C'è sempre da imparare a leggerti.

Berta Biagini1 giugno 2012

Credo che il silenzio sia una pedina da spostare al momento opportuno e non sempre questo vuol dire essere daccordo con chi ha problemi – classifico il silenzio, come fosse uno sciopero, in situazioni impossibili da controbattere a volte anche per timore o perché trattenuti dal carattere a spiegare motivi che corrodono dentro.