Amarcord (come eravamo)
Carlo Fracassi
469 poesie pubblicate
+ Segui

Ai tempi della mia prima infanzia
d’inverno erano opachi i vetri
d’ogni casa ma non la speranza e
se il perché mi chiederete giusta
risposta in breve, avrete.
Né doppie finestre, né termosifone
scaldava quelle fredde mura,
c’era solo una mamma che sin dal
mattino con grande amore e cura
accendeva il fuoco, affinché il suo
calor permettesse il cucinare e per
tutto il dì fino a sera riscaldare.
Io sui vetri di vapor opachi disegnavo
uccellini, casette e paesaggi, quelli
erano i miei primi giochi, i primi assaggi,
e mentre nella pentola in bollore sulla
stufa borbottava un brodo di legumi,
fugace il giorno scivolava a sera
al tepor del foco e primi lumi.
Alla veglia, chi novellando, chi a carte
giocando, lente e serene scorrevano
le ore; pure sorella radio ci teneva
compagnia col Festival della canzone,
ed accorata e candida volava in quel
di Trieste la colomba della liberazione.
Quelli erano giorni che insieme al fuoco
si riaccendeva la speranza in un mondo
migliore, passate della guerra le sventure,
perché forti di una nuova, sana e robusta
Costituzione, anche se la vita ancor era
assai spartana e quel poco che c’era
si divideva equamente alla romana.
Alle domeniche e ai dì di festa comandati
s’indossava il vestito rivoltato dello zio,
quello col taschino a destra della giacca,
e per curar la tosse si beveva acqua, calda e
zuccherata, attinta dalla caldaia della stufa,
senza fare tante storie e tante mosse a ufa.
Or i vetri delle case non sono più opachi
come allora, perché c’è il termo e doppie
imposte, i bambini non sono falcidiati
dalla tosse, ma su di essi, in futuro,
graveranno nuove tasse da pagare,
in luogo di chi d’orecchi è duro
e non ci vuol proprio sentire.
Dentro casa fa un gran caldo
ma freddo in fondo al cuore,
il bicchiere è rimasto mezzo
vuoto, benché in ogni dove
ci sia più d’un televisore, perché
fra disoccupazione e alienazione
la fiducia nel Bel Paese se n’è ita
in altro loco, se n’è ita altrove;
sembra persa la partita e oltre
i bei cristalli trasparenti, al giorno
d’oggi, scorgi, ahimè, grigiore,
viver opaco e cupi sentimenti!
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Carlo Fracassi
Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
