Captive

Silenziosamente si muove
nel suo abito di seta
indossato come una maschera
sul suo corpo irriverente
annaspa tra le lacrime inchiodate
del suo truccato viso
ha labbra ubriache
non avvezze
a quel rossetto troppo rosso
come sangue
che sgorga dall’anima ferita
si muove
in quell’angolo di bar
struccata di sorrisi
nero come il suo orgoglio
è lo sguardo spento
che suo malgrado
riflette ancora luce
per fargli veder lo sdegno
si muove
sui suoi tacchi austeri
passi pesanti
come guerre perse
a cui non è concessa resa
si muove su vie dannate
verso un martirio
inflitto da un nemico
che non lascia scampo
si muove
come dentro a un film dell’orrore
proiettato
sullo schermo della notte
sul primo lampione
ci ha lasciato appeso il cuore
per non farlo morir nel fango
laggiù
in fondo a quell’orrido viale
©
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L'autore
Turan
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