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Sociale 5 giugno 2012 · lettura 2 min · 1949 letture

Egloga II

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paolo corinto tiberio 318 poesie pubblicate
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“Disteso all’ombra della quercia te ne stai, o Nerio mentre a noi esodati costringono a lasciare il posto“ “Un falso dio ci fece, o Pomata, a quest’ozi: di greggi pingui falsamente parlava e di caciotte, ma guarda tu stesso nei campi che scompiglio totale! Alcuni predicevano questa sventura, ma la mente dei molti fu troppo folle; io stesso, dal lavoro esiliato che bianca la barba non cadeva ancora davanti al barbiere, per ventura questi pascoli comprai a confine con Corintone, che suona la zampogna” “Certo non t’invidio, mi meraviglio piuttosto: può la mente umana esser tanto sciocca? Il pecus affidammo ad un lupo, e la devastazione è ora immagine vera” “E il nuovo padrone del gregge fa quel che può, sì deprivate e secche son le mammelle che non v’è mestier di guadare alla riva men spoglia: ho io però il mio campicello ed ora spingo in avanti le capre” “Vecchio fortunato, i campi dunque sono tuoi sebbene la nuda pietra e la palude con giungo fangoso i pascoli copra; fortunato vecchio, qui cercherai tra fiumi noti e sacre fonti il fresco dell’estate, qui la siepe gustata dalle api nel fiore del salice con lieve sussurro ti farà sonnacchiare, qui sotto l’alta rupe il potatore canterà alle brezze né le roche colombe e la tortora cesseranno di gemere” “Ma tu riposa qui questa notte, frutta matura abbiamo e dolci castagne e già lontano i comignoli fumano e sempre più grandi cadono dagli alti monti le ombre”
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ciò che è tragedia, spesso si trasforma in farsa... così il comico, spesso si trasforma in tragedia... solo l'elegia mantiene, perché in essa si parte da una distanza...
ciò che è tragedia, spesso si trasforma in farsa... così il comico, spesso si trasforma in tragedia... solo l'elegia mantiene, perché in essa si parte da una distanza...13 febbraio 2014
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L'autore
paolo corinto tiberio

Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto

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Commenti (1)

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carla composto6 giugno 2012

intensa ben scritta... belle metafore... molto apprezzata... bravo l'autore...