Matrimonio annullato
Ovunque, sul prato, cantavano i grilli:
un vibrare sottile,
granelli di vento su fiori e mentuccia.
L'intenso richiamo mi ha tratto nel verde a cercare gli artisti.
Tra l'erba, nascoste, a migliaia le tane: dei fori ad ellisse e cavati di fresco.
Disposti agli ingressi, quegli animaletti, un po' timidi e neri,
lanciavano il canto d'invito alle nozze
alle spose già pronte.
Al tocco del piede e in vista dell'ombra che davo sul prato, rientravano tutti
tranne quel primo, non molto lontano, che, immobile e fiero,
ignorava il mio passo.
Fermo nel sole aspettavo il suo trillo, volevo osservarlo diffondere il suono.
Siccome taceva, mi sono curvato:
gli ho visto le antenne e le ali piegate, contorto l'addome, le zampe sfinite.
Col dito curioso ho provato a indagarlo:
frammento dimesso, svuotato, di carta,
inutile cosa…
quel grillo era morto.
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Commenti (1)
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Sara Acireale8 giugno 2012
Molta attenzione per la natura e per i suoi abitanti in questi splendidi versi... Un canto dolcissimo per invitare le spose alle nozze ma... ahimé, un grillo non potrà più emettere il suo canto perché ha avuto fine la sua vita e dal suo essere non uscirà più il melodioso canto
