Lo stuoino
Omero Sala
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Lo stuoino sfilacciato di saggina
sull’erba scarmigliata di settembre
è largo che non basta.
E noi sullo stuoino stiamo stretti
coi nostri vestiti leggeri
dopo esserci persi sui sentieri
in mezzo agli oliveti di Portese.
Ti assedio conquistando la tua pelle
un centimetro alla volta,
tu ti opponi spiegando la tua ansia
con il timore che fra queste frasche
ci sia qualcuno che ci può spiare.
Ma ridi
mentre facendo il conto alla rovescia
ti slaccio lentamente ad uno ad uno
i sette bottoni bianchi in madreperla
del tuo vestito ocra di cotone
che si spalanca sopra il paradiso.
E ti blocchi
quando ti segnalo una formica
che ti perlustra pigra l’ombelico
e un po’ disorientata gira intorno
e poi,
puntando risoluta verso sud,
sorpassa temeraria quel confine
fra la pelle abbronzata della pancia
e quella color latte del tuo pube.
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Omero Sala
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