Nostalgia della propria terra

Chi può fermare questo lungo treno che da suolo
natio in terre remote solitario mi conduce?
Immobile nel lento lacrimante fluir del tempo mi
saettano incontro e come dardi fuggon le cose a
me vicine mentre più dolci, in contrario apparente
moto m'accompagnano quelle più lontane...
In questo tunnel di ferro, tra sbuffi, dondolii e
schiaffi di vento calura mi tormenta... e viepiù
m'attizza dell'acqua chiara e dolce de' miei monti
e del fresco venticello che vi spira il ricordo.
Arrestar vorrei nella giostra senza posa, almeno,
di terra un fazzoletto, rosso di papaveri e all'ombra
di un gelso in disparte un po' sostare tra allegro
concerto di cicale...
ma non mi è concesso un sol istante in questa
ferrea via insaziabile sete lenir della bella
terra mia!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
g
Tutte le opere →
L'autore
giovanni bagnariol
Nativo di Pordenone. Diplomato in mat. Magistrale, ho frequentato Facoltà di Magistero a Padova. Ex Ins. di scuola elem. Opere scritte: "Perchè credo alla vocazione di mia figlia" (inedito) . "Scuola e società", "Verità e libertà (incompiuto). Hobbys: suonare la chitarra (alcuni anni fa anche la tromba)coltivare l'or
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Donatella Pezzino13 giugno 2012
Solo chi ha provato può comprendere quella sensazione di vuoto struggente che accompagna il fischio del treno che si allontana... dai luoghi del cuore... niente è come la propria terra e in qualsiasi altro posto, anche il più accogliente, ci si sentirà sempre stranieri... piaciuta e sentita moltissimo.
