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Impressioni 16 giugno 2012 · lettura 3 min · 1343 letture

Una felicità che ci fa star bene, ci fa star male

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Andrea Corba 226 poesie pubblicate
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Possiamo anche guardarci riflessi nelle vetrine dei centri commerciali che fanno delle sfilate di una morte di libertà da paura, ci possiamo anche sentire un po' come delle pareti intonacate male che alle prime interferenze al torace ci sentiamo crollare. E ci passiamo sempre nello specchio le nostre nausee serali, i nostri biechi discorsi distratti. I tuoi fondotinta sparsi, i tuoi capelli arruffati distorti. Le mie serate, le tue serate indifferenti come se cercasse di capirci qualcosa. Le poesie lunghissime come se i cieli si raccontassero con dei fogli scritti alla prima prova di ortografia, cercando di dare alla Luna una spiegazione più dettagliata di un dettaglio particolare dei tuoi occhi che mi aveva colpito. Il tempo di un amore deragliato da qualche parte che faceva lacrimare pure i vetri delle automobili stanziate nei parcheggi scoperti. Le sigarette spente dai nostri cicloni autunnali passeggeri, il sole che cerca di sorgere tra i cantieri dismessi delle nostre braccia, i campi lunghissimi, le basi aeree da cui decollavano stupide frasi e t'innamoravi. E i versi delle canzoni dei cantautori italiani mandate in onda da radio affamate di vecchi ricordi, i nostri anni 60 interiori. Le impalcature che sorreggono i nostri dubbi e le nostre reazioni forse si sono arrugginite, divertendoci. E dopo le discoteche, i tuoi milioni di incontri, dove abbiamo anche ucciso le nostre sigarette lunghissime che respiravamo solo fumo straniero. Forse ti ricordi quando eravamo in Libia a fare degli attentati notturni ai nostri abbracci metafisici. E le frequenze traslocate altrove del nostro pensarci addosso e i tuoi libri letti con terrore. Il terrore di vederti scorrere pagina dopo pagina e macchiarti lo smalto di un amore fragile. Quando si sono spente le luci degli alberghi forse tu già ti preoccupavi perché ero concentrato solo a disegnarti addosso dei petali di mimosa che erano giallissimi i fiori, che erano tutti dei piccoli soli. Ci cadono tempi morti a cercare di sfogliarci gli album di una Milano tossica e sempre più cinica e a vedere i teatri sempre più vuoti. Ma racconti con ironia che la gente recita adesso anche per strada semplicemente volendo imitare degli stati d'ansia inutili. Come la felicità di un amore deragliato in una specie di speranza notturna e continuiamo a star bene, a star male, a star bene, a star male.
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L'autore
Andrea Corba

Andrea Corba, aspirante poeta friulano ventitreenne, inizia a scrivere verso la fine del dicembre del 2008 dopo una dolorosa perdita nella sua famiglia. Questo fatto inizialmente lo distrugge ma attraverso lo spirito della musica arriva a comporre le sue prime poesie, sottoforma di ...racconti, inizialmente. Le sue poe

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