La fortuna

E ancor finge la fortuna
ancor m’alletta
delle infinite lusinghe il dolce suono
suono
che nulla osserva e assai promette
dovrei non aspettar mai niente
dal suo canto
ho solo vizi
e poche virtù sospette
forse son più l’onte
che aspettar dovrei
ma
come succede a tanti
a chi come me l’ascolta
ogni prudenza è tolta
quando mi piango
sfortunato e afflitto
e affido al fato
di cambiar questo destino a me prescritto
ma forse a pensar bene
più che i finti vezzi
amo i supplizi
ai felici non serve la fortuna
ma se ci si vuol sentire miseri e indifesi
se ci si vuol sentire
oltraggiati e offesi
allora la fortuna è cosa mia
stasera dormo
domani…
domani cambierà questa mia via.
©
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L'autore
Turan
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