Ali disciolte

Non son io quell'ostaggio
di ieri e degli oggi
che prega e che langue
senza coraggio
tale a flaccida larva
nell'involucro stracco.
Non son io quella pupa che piange
sovente
e che curva le spalle... e s'arrende.
Per un solo secondo
rimiro il ricordo
di leggiadra donzella
affacciata al castello
in spasmodica attesa
io... cacciatrice d'erratiche stelle
e di sogni indecenti
di dune scoscese e vaganti
in miraggi fiabeschi
e infine mi riconosco...
sento d'esser ancor io
la farfalla fraintesa
a quel tronco aggrappata
in frenetica stasi
...sono io che attendo
il momento
per un volo incantato
con ali disciolte
ancor colorate... ancora frementi...
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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