La sciarpa di seta bianca
L'aveva amata tanto, più della sua tristezza
aveva gioia, vita, vigore e giovinezza
i loro sensi in estasi, negli occhi la tensione
ricerca di proibito e dolce sublimazione.
Sospese nella stanza nella penombra calda
spezie orientali e profumo di lavanda
occhi desiderosi inseguono profili
e mani senza tempo intreccian mille fili
tradisce l'atmosfera l'assenza di speranza.
Di quell'amore breve vissuto una stagione
nessuno vide l'alba nessuno vide il sole
la giovane studente partì dal professore
stringeva la sua mano un segno di passione...
era di seta bianca.
Scivolò via di sera leggera e silenziosa
del cenno di saluto a lei mancò il coraggio
dissero che di lui restò la sua tristezza
e fu disperazione e morte che ti spezza
tutto si compì l'ultima sera di maggio.
A spirale fluttuando in un cielo di vento
senz'anima ormai e senza lamento
s'adagia nell'acqua di un mare profondo
un sciarpa di seta attirata nel fondo.
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L'autore
Carmelo Salvaggio
Sono Carmelo, sono nato il 15/11/1949 a Canicatti'(AG) e vivo ad Aprilia (LT). La mia formazione e' umanistca e non pongo limiti al desiderio di conoscenza. I miei principi sono i sani principi della mia generazione legati alla famiglia, al lavoro, alla fede ed alla tradizione ma mi riconosco anche un certo spirito c
Commenti (1)
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Maria Luisa Bandiera18 giugno 2012
un amore vissuto intensamente solo una stagione e ne rimane solo la sciarpa di seta bianca che affonda tristemente... non resta più nulla... triste ma molto bella, carica di significati...
