Un altro tempo ...un altro luogo (come eravamo)
Carlo Fracassi
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C’è una leggera brezza questa notte
nella quiete estiva del borgo
che par m’accarezzi il viso,
schiudendo l’uscio a lontani ricordi,
ed ogni fioca luce sembra rinvigorir a tratti,
nella penombra di vecchi anfratti,
ridando vita e libero sfogo
a personaggi di un altro tempo,
di un altro luogo.
Mi rivedo ancor tenero fanciullo
fantasticar del nulla
in quelle mattinate pigre, solatie
e cielo terso.
Il rauco richiamo dello straccivendolo
come mantra ripetere a iosa il verso:
“Strazò, strazòòò, straz doni òòò”.
Nere come cavallette,
l’apparir in strada
di sgangherate biciclette
e l’arrancare stanco
del carbonaio
che sul manubrio
reca l’ingombrante sacco;
fischiettando l’arrotino,
i coltelli affila
con la sua mola,
la pescivendola grida
a magnificar il suo pescato,
sbuffando come locomotiva
e per freno la deriva
di scalcagnate ciabatte a sola.
Colgo bisbiglìi, strilli, lazzi e,
sento ancor, di quella gente, il salmastro odore
che si confonde con quello di baccalà
di certe prosperose Arzdore!
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L'autore
Carlo Fracassi
Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere
Commenti (1)
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Azar Rudif20 giugno 2012
Molto apprezzata descrizione di un tempo e di modo d'essere che non ci appartiene quasi più.

