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Impressioni 19 giugno 2012 · lettura 1 min · 3958 letture

Un altro tempo ...un altro luogo (come eravamo)

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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C’è una leggera brezza questa notte nella quiete estiva del borgo che par m’accarezzi il viso, schiudendo l’uscio a lontani ricordi, ed ogni fioca luce sembra rinvigorir a tratti, nella penombra di vecchi anfratti, ridando vita e libero sfogo a personaggi di un altro tempo, di un altro luogo. Mi rivedo ancor tenero fanciullo fantasticar del nulla in quelle mattinate pigre, solatie e cielo terso. Il rauco richiamo dello straccivendolo come mantra ripetere a iosa il verso: “Strazò, strazòòò, straz doni òòò”. Nere come cavallette, l’apparir in strada di sgangherate biciclette e l’arrancare stanco del carbonaio che sul manubrio reca l’ingombrante sacco; fischiettando l’arrotino, i coltelli affila con la sua mola, la pescivendola grida a magnificar il suo pescato, sbuffando come locomotiva e per freno la deriva di scalcagnate ciabatte a sola. Colgo bisbiglìi, strilli, lazzi e, sento ancor, di quella gente, il salmastro odore che si confonde con quello di baccalà di certe prosperose Arzdore!
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Le arzdore (le reggitrici) erano le mogli dei capofamiglia e dovevano accudire la casa, preparare il vitto, attendere a tutti i lavori domestici necessari. Era loro compito provvedere al mantenimento del pollame e dei maiali. Le arzdore, inforcando la bicicletta, si recavano abitudinariamente al mercato con pollame, uova, formaggio ed altro e col ricavato di questi commerci compravano quanto poteva servire alla famiglia. Sempre trafelate e madide di sudore, d’estate se ne percepiva a distanza il tanfo simile all’odore del baccalà. In effige “la baffona” di felliniana memoria.

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (1)

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Azar Rudif20 giugno 2012

Molto apprezzata descrizione di un tempo e di modo d'essere che non ci appartiene quasi più.