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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Stefano Drakul Canepa
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Introspezione 19 giugno 2012 · lettura 1 min · 2658 letture

Nostalgia

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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i vecchi legni accesi nelle sere di ribellione Quei rami erano grandi mani e l'ombra che mentivi era il tuo cuore appeso ad una carezza fatta per fuggire. Per fuggire un tempo ingrato, un vuoto salato dai grevi giorni di miele acido dalle sue parole irte di niente. Quei baci erano grandi passi fra il bosco e la gioia, fra la radura e le stelle che bruciavano seni e labbra. Perché era la sera che nascondeva, era il buio che viveva ogni attimo di te abbandonata al gelo delle prime rose colte al mattino, come per morire un cielo.
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Stefano Drakul Canepa
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Commenti (2)

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Elena Poldan19 giugno 2012

Mai un titolo é stato così ben consegnato ai versi, che ne rendono perfettamente il senso... Lirica malinconica, striata d'un male che graffia (o sarebbe meglio dire: ha graffiato) dentro, di cui si individua perfettamente la causa. Molto ben strutturata, elegante ed intensa...

Jade20 giugno 2012

Sono sulle stesse corde di Elena, nel titolo c'è già tutto il malessere dell'anima, del corpo e della mente. Una lirica che fà risentire, a chi come me spesso n'è "visitata" ...tutto il male dei graffi interiori. Apprezzata per l'eleganza della stesura, ma anche perché compresa sino in fondo. Bravo Principe!