Io sapevo
Stefano Drakul Canepa
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fiori di carne
aperti al notturno
graffio del mare
Ora, io sapevo dove trovarti
e tu eri libera mentre scorrevi
gli sguardi a danza di metallo,
Attendevi spire di goccia nera.
Io ritardavo conoscendo pelle
ogni piega dei sospiri appesi
ai riflessi delle tue catene accese
in un fuoco di terra e vento.
Tu eri nuda e nascondevi traccia
di compassione nelle parole
sussurrate male con un filo
teso a ricordo di dolore a venire.
Che poi era sublime ricamo
delle carni andate a notte fonda,
dopo ore di danza tonda a spira,
nubile sposa di un graffio a seta.
Io sapevo dei tuoi sogni malati,
di quei momenti uccisi a sera
nel vago desiderio di temporale.
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Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Elena Poldan20 giugno 2012
Che testo intrigante... un amore molto sessuale... forse un po' distorto e malato, senza limiti, senza legami... con una straniera che offre anche spiragli di compassione per un dolore che non si riesce a velare del tutto... Lo stile elegante, suadente e altero ascrive questo Autore fra i miei preferiti. PS.: nn posso nn notare una totale trasformazione... ma perdurare sempre nella stessa forma, ristagna... ottima evoluzione.
Jade23 giugno 2012
Seppur sempre in toni grigioscuri, trovo questa poesia sensuale e coinvolgente. Hai uno stile elegante e delicato che ti distingue ampiamente e mi piace moltissimo. Complimenti.


