Di luce i seni di Venere

ho
una due tre volte ho
una chiave di luna in sol
a disarcionare la notte dal suo cavallo brado
ho
mille volte ho
l'eco d'una risacca scura sbarrata
da solchi di bave argentate
ho
maledettamente ho
un cuscino di capelli d'alga nel drappeggiare fottuto
del non avere voglia di scherzare
nessuna forse di pensarti, che fa male
la senti ora?
(tintinna)
ho
ho una chiave di vetro mille volte girata
nella toppa gravida del sonnopensiero di (non)
venirti a cercare
so
di quell'architrave di vento a sostentare
paesaggi mai vissuti inquadrati a bestia sillabati
in linguaceleste che è poi il lontano latrare di Venere
a urtare i suoi seni di luce di contro all'universo
fagocitandolo
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
Commenti (1)
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Rossi Alessio21 giugno 2012
Poesia ermetica ma che allo stesso tempo mi trasmette un senso di forte ribellione... magari l'ho male interpretata, ma ho molto apprezzato lo stile.

