In pena
Mi aggiro
fra la stanza buia
e la porta del silenzio
-i passi gridano
mentre sognano-
Inquieta la mano stringe
ciocche di luce
a farne una catena
no... un cappio
col quale catturate la tua corsa
verso
l'orizzonte vuoto di me
Mi sembra di odiarti
perché nei tuoi conti
non sono nemmeno un numero
forse sono
lo spazio
fra una somma
e una differenza
a dare vita
all''equazione, d'amore
dove
un'altra
succhierà, avida
il risultato
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Commenti (1)
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Caterina Tagliani23 giugno 2012
rendersi conto di non contare... nemmeno un numero... una pena davvero grande... ma la poesia è bella e ben descritta
