Un dolore da amare
Stefano Drakul Canepa
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la luce nera
che in certi mattini
trema il cuore
Forse era tanto tempo che ti aspettavo
e quasi non ricordavo queste nere dita,
il vento freddo che annebbia le risposte
e il sapore salato delle rive fredde al vento.
Sembravi così lontano, un ricordo, il velo
di un tempo riposto all'ombra, dove il giorno
non fa male perché ha luce da accarezzare.
Eppure sono qui, nel buio del mio segno.
Forse erano anni, aghi da togliere alla pelle,
gocce d'acido evaporate che scavano
crateri, che rompono vene e tendini
finché non restano solo i nervi da tremare.
Sembravi così distante, un cielo sempre
uguale da pregare e sussurrare, un legno
dove i cerchi aggiungono ere e sogni.
Mille inverni e mille lembi nuovi di livore.
Un dolore da amare perché non resta niente
niente per cui morire ancora.
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Stefano Drakul Canepa
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