Nel buio
Stefano Drakul Canepa
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le nere lune
quando il buio prega
una parola
Avevi già spento la luce nella stanza
per non vedere lacrime nel buio
e respiravi piano senza una parola
quasi la notte fosse un temporale.
Avevi cancellato la luce solo nel ricordo
e la voce che scendeva come flutto
con alterna sorte a premere rovina
e lieve sinfonia di madreperla ed ansia.
Tutti i colori distillati a sale, forte sapore
di maestrale a gelare graffi a cerchio
e negare tormento a chi chiede silenzio.
Nessuna pace per chi non prega al buio.
Nessuna voce per sussurrare un regno
ed un lamento sospeso alla pietà dei morti
unici tuoi compagni di questa nera valle.
Tutti i respiri sognati male. Incubi dell'Ade.
Ombre da tremare finché non viene vento.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Elena Poldan26 giugno 2012
Wow!... è tornato il Principe delle tenebre e arpeggia la notte, il buio, il dolore e le lacrime in una sinfonia malinconica, elegante, solenne e a m m a l i a n t e...
elena leica27 giugno 2012
Sei ritornato... nelle tue corde! Ecco il tuo fascino tenebroso della notte... e poi il buio è proprio il velo che ti copre ogni ferita... che guarisce solo nelle tue notti oppure sanguina di lune sfocate o nuvole segreti di buie luci... Anche questa volta come sempre hai superato te stesso, la tua bravura è unica nell'intensità e profondità interiore. Complimenti e bentornato nel regno...


