Peccato

Ho contrasti di pensieri
e fuochi sciolti in gola
ho vuoti che risucchiano il mio buio dissacrante
ingoio il respiro
come fosse graffio corrotto
rivestito di polvere e semi di follia
ho la mente intrisa di peccato
e desideri volti al tuo piacere
mentre invoco la quiete
per ritrovare la sapienza delle membra
ho voci lontane
come muse
ad eccitare le mie carni
evocazioni incessanti
abortiscono la mia resistenza
portata alla deriva dal richiamo
ho prosciugato d’affanni il mio telaio
il fiato dei ricordi
galleggia nel buio
senza gravità
mentre io resto oltre
oltre alle vocali mute
delle mie corde rancide
viaggiando
tra un perdermi e un ritrovarmi
©
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L'autore
Turan
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