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Morte 28 giugno 2012 · lettura 1 min · 2915 letture

Nel gelo della pietra

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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bianche luci e silenzi di pietra nel cielo nero Sembravi assorta e nel gelo della pietra il bianco rifletteva il mio dolore antico, dividendomi dal buio e dal vivo fuoco del tramonto appena acceso in attesa. Avevamo ucciso sogni, stretto inverni. Avevamo accarezzato parole e morti, brividi e mattini all'ombra di un amore troppo annunciato per sbocciare a rosa. Sembravi persa fra i sussurri di venti ed ere ancora da fiatare e i prati estivi che avevano sfiorato passi e sentieri giacevano in sospeso come alba nera. Avevamo ascoltato occhi, spento lune. Avevamo ucciso porte e mille primavere, lividi e sorrisi finché il sole non dormiva. Ora riposavi, appena immobile in attesa. Troppo amata per appassire a sera.
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Stefano Drakul Canepa
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Commenti (3)

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EnzoL29 giugno 2012

la soavità, e la splendida bravura che ti contradistingue mi lascia spesso con un palmo di naso. le tue metafore (amio modesto modo di vedere) riescono ad esalare il giusto respiro al tuo pensiero, ricreando in lettura ambient a volte di estrema dolcezza, a volte catartici ed evocativi... in questa vi trovo mescolati tutti e due, ed una cosa che mi colpisce e come nonostante il tema 'nero' e l'ambiente stesso che disegni sia nero, risuoni come un eco luce. (difficile interpretare il mio pensiero alla lettura di questo testo) veramente un ottima composizione che accompagnata dai Joy Division beh... io avrei comunque (mio gusto personale) eliminato i primi 3 versi, (so che sono il tuo timbro) ma in questa mi suo

Versi intensi e dolenti che si snodano nel ricordo di quel che è stato per poi immergersi nella realtà di quel che è... Sentimenti espressi con vivide immagini... Letta con apprezzamento.

Laura Maira29 giugno 2012

Sempre in grado di dar vita a suggestive atmosfere, questo autore mi colpisce sempre per lo stile impeccabile, musicale, per le assonanze perfette e la cura per ogni verso. Bellissima lirica nostalgica e struggente che invoca qualcosa di perduto. Complimenti, sempre una grande emozione leggerti.