Dispersioni senza limite
Gianpiero De Tomi
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Raccolti accarezzati dalla mano nel vento
spaventapasseri impazziti, che maledicono
l'enorme spiga nera emersa dal fango
- nelle lunghe notti estive, le mie mani cercano
il tue cosce calde, le mie spalle bagnate -
Dalla madre escono, corde lunghe e crudeli
lambiscono i miei polsi, tendendo i muscoli
che scorrono misteriosi, sotto la mia pelle
- la fontana del piacere, le mie labbra,
sulle tue labbra nel trasgressivo strappo -
Un embrione in pericolo, sfugge al ferro rovente
vagando senza speranza, nascondendosi
dal cielo nero, un lampo freddo ed indecifrabile
- un sapore velato da dolce profanazione
attraversa le porte spalancate del tuo tempio -
I vetri esplodono, calendoscopica diramazione
in quel limbo di volti e spezzoni d'abbracci
frammenti d'osso, altre vite, sogni dimenticati
- la mia bocca sfiora il tuo velluto intrecciato
e disegno anelli infuocati di selvaggia delizia -
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Gianpiero De Tomi
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