Un'altra candela spenta
Stefano Drakul Canepa
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mi aspettavi
fra l'acciaio nero
ed il tuo cielo
Poco importa del tuo sguardo
perché per me sei solo un'ombra,
un mattino fragile sepolto in fretta
nel cemento e nel calore di un'estate.
Se solo avessi atteso un respiro
se solo avessi acceso un'altra sigaretta
forse ora avrei nuvole invece che dubbi,
avrei dolori che piangono catene.
Poco importa delle stelle dimenticate,
dei ricordi sgocciolati a frode del tempo
mentre un battito figlio del fuoco
resta spento per giorni a dondolare.
Se solo avessi un'altra vita, un silenzio
da spendere in bolle di sapone
e pane nero per i miei futuri danni,
forse sarei con te, a maledire notti
e poco importa di un'altra candela spenta
di un'altra pioggia a cadere una carezza.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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elena leica30 giugno 2012
La tua poesia è unica e si distingue per il suo contesto struggente ricco di immagini (contrastanti) metafore che sanno abbinare la fantasia con la realtà...dandoli sempre quel tocco di malinconia che tocca il cuore del lettore e trasmette vere emozioni, complimenti!

