472 lettori online · 361.430 poesie · 7.573 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Sociale 30 giugno 2012 · lettura 5 min · 2017 letture

Egloga VI

p
paolo corinto tiberio 318 poesie pubblicate
+ Segui
Sotto una quercia siede Dameta con il portatile sulle ginocchia, e poco lontano Pomata e Corintone riuniscono il gregge; ecco sopraggiungere Nerio con le sue caprette. NERIO "Che digiti Dameta, tutto assorto al fresco dell'albero? Ti colleghi forse a Virgilio oppure chatti con Filla o con Dolcizia?" DAMETA "Mi collego invece, o Nerio, con Brusselle, col raduno generale della pastorizia: da quegli scambi e parlamenti consegue futuro o non futuro per stazzi, stabule, silve e presepi, oltre che per il pecus, naturalmente" NERIO "Chi all'alba si alza e al tramonto ritorna e ha il lavoro come solo compagno, non ha da temere o Dameta, né scambi né parlamenti; chi può cibarsi di ghiande e bere acqua sorgiva carestie non teme né carenze: povertà (ma chi l'ha detto?) è solo voler troppo e ancora" DAMETA "Dici il vero, o Nerio, ma come al contagio di una sola pecora se ne possono, al contatto, contagiare molte, così è questo pianeta ormai; da qualunque finestra t'affacci sentirai dire: "Viviamo nell'era globale, viviamo nell'era globale" NERIO "Viviamo, Dameta, semplicemente; ma quand'anche fosse vera la totalità della selva, è dalle singole buone volontà alla fine che si snoda la vera via del futuro... Ma ecco che giungono Corintone e Pomata, chiediamo un parere a loro due" NERIO "Da molto e da molti, o Corintone, si parla di crisi, di trasumanze finanziarie da monti a mari, da fiumi a laghi, di pecus che viaggia secondo la volontà dei pastori- padroni di qua e di là, di sotto e di sopra; ed è tutto un fiorire di bolle e tassi e tori, di titoli, borse e derivati; ora dimmi: hai capito qualcosa tu in questo bla bla dei media, o, assorbito dalla tua zampogna a sette cannucce, disdegni seguire le ansie e i crucci del mondo?" CORINTONE "Che dirti, Nerio? L'empiriche regole dei mercati e dei raduni non conosco, e chi potrebbe? Ma dalla semplicità, dicono, s'estrae un intelletto, si può ricavare un giudizio, il principio generale che muove le volontà immanenti che tirano e filano, come le truci vegliarde, i destini del pianeta: LA RIDUZIONE DEL REALE A VIRTUALE! E sarebbe poco male se questa folle operazione in tutt'altre direzioni si dirigesse, ma si pretende applicarla all'economia, che avere deve come suo oggetto necessariamente un prodotto reale; cosa aspettarci quando la caciotta che mi vedi in mano diventa irreale, aleatoria, inafferabile, astratta, virtuale, e non posso tagliarmela con il coltello e mangiarmela?" POMATA "Per gli dei, ci hanno fatto come il caprone con la pecora, allora" CORINTONE "Peggio, poiché una volta che questa forma di cacio inesistente diventa e si compra e si vende come cosa vera, passa, come il gioco dell'asso di bastoni, di mano in mano e da ultimo in quelle dei buoi, che si ritrovano alla fine con un pugno di mosche" POMATA "Infatti, cosa aspettarci da queste invenzioni di volpi e faine che annusano e spogliano ogni vigna e pollaio? Da questo tsunami d'imbroglioni con il bernoccolo della finanza? Da quest'ondata di bari che truccano carte e buoni? NERIO "Anche se, in verità, che i menzionati buoi se li siano presi nel domo non mi fa nessun dispiacere: te li vedevi come raggianti sperperavano il pecus della loro schiavitù, appena poco tempo addietro!" DAMETA "Vi fu un tempo che mettevi un piede in una banca e subito il direttore col volto sorridente ti proponeva un prestito, anche se le campane avevi appese al petto e nullatenente: chi è tanto cieco da non vedere che questo andazzo ci avrebbe portati alla difalta e alla ruina? POMATA "E ora che le cose stanno così di merda, che succederà?" CORINTONE "Si ritornerà all 'Arcadia, o Pomata, alla economia reale; tenendo ben presente che se si vuole la nostra salvezza bisogna tener conto di tutte le pretese umane che si possono giustificare tramite argomenti razionali, e nel contempo impegnarci a giustificare tramite argomenti razionali tutte le nostre pretese: l'autosacrificio è l'unico comportamento logicamente coerente" Poi i pastori radunarono le pecore negli ovili, le numerarono e si progredì l'Olimpo malgrado
♥ 0 💬 1
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
"Rusticus es, Corydon..."6 gennaio 2013
p
L'autore
paolo corinto tiberio

Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto

Tutte le opere →

Commenti (1)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
carla composto30 giugno 2012

viviamo nell'era globale... letta con piacere, come tutte le altre il poeta a regalarci opere che riguardano il sociale ben scritte con ironia pura ... apprezatissima