Emilia voltata a guardare lontano
Emanuele Strada
143 poesie pubblicate
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La terra trema
al di sotto dell'amore
degli uomini,
si agita la coscienza
nel bollore delle vene,
il mondo, la vita
così come la conosco,
non esiste in quest'alba
dai contorni tremolanti.
L'angoscia oscilla,
senza cardini né riferimenti,
vacilla la fiducia,
nel tempo e nel luogo,
falciando dalle piazze
le vite degli uomini,
si abbattono mattoni,
lingotti della storia.
Perché e quanto ancora?
Si cercano risposte,
tra macerie sudate,
tra polveri e disgrazie.
All'uomo e al destino
si consegna la staffetta,
dell'eterna rinascita,
dopo il crollo omicida.
Non chiedono
a palmi aperti gocce d'elemosina,
ma stringersi di mani,
per avvicinare i fratelli,
di un posto dove lo schiaffo
ha lasciato il suo stampo;
intrecci di braccia
per riallacciare il futuro.
La forza e la fiducia
rischiarano il domani,
di un popolo mai stanco,
di contadini sani,
di gente che ha le palle
cocciuti come il pane,
silenziosi come preghiere
espresse nella notte,
guardando solo il cielo
per non sentir la terra,
traditrice,
sorellastra,
quel mondo ormai lontano.
Beffato dal destino
non piango,
rifiuterò di farlo;
abbraccerò quel suolo
per trattenerlo insieme,
per dare ai miei fratelli
vite più serene.
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
Commenti (1)
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Lidia Filippi21 luglio 2012
Poesia molto bella e disperata. Il pianto dell'anima ferita di un popolo che mai si rassegna e accetta... Per ricominciare. Quanto dolore esprimono questi versi! Davvero molto sentita

