Verso me

Si infranse la ragione
quel giorno
quando riuscii ad alzar le palpebre dagli occhi
e a guardar lontano
verso la luce
di chi mira la libertà
quando trovai il coraggio
di riprendermi la vita
inebriato e incosciente
come se stessi facendo
la più ardua rapina
mi incamminai
verso giorni
che correvano veloci
senza conoscere luoghi e sentieri
in un frastuono che risuonava assordante
fatto di silenzi nudi
polpe di brusii che strillano come pianti
e lembi di credenze mute
sospese all'inferno dei ricordi
camminai
scrivendo sul vento la mia strada
per non perdermi
su granelli di sabbia
incandescenti come lava
levigati dal dolore
chissà quanto ancora manca
quanto ancora è lunga questa via
quanti schiaffi prenderò dal tempo
prima che si diradi questa nebbia
che possa distendermi
su quel tratto rugoso
che ancora rimane
di quella luce
e della mia libertà
©
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L'autore
Turan
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