Forse era Ungaretti

Come soldato
mi sento in bilico
mi par che qualcuno scrisse
come stan d'autunno sugli alberi le foglie
pur io nella mia veste di scribacchino
sento in declino questo mio destino
eppur ci avevo messo tutti gli ingredienti
baldanza invidia e intolleranza
e anche quel tantino d'ignoranza
giusto per non dover leggere
dei grandi la sostanza
solo qualche rigo
da scopiazzar qua e là
per dargli una parvenza alle mie bestialità
come soldato sopra ho scritto
dato che ormai è una guerra
in questa società dell'apparire
ci si venderebbe anche le mutande
per emerger dalle lande
nullafacenti politici o pseudo poeti
tutti sul palco
a scannarsi per conquistare un varco
c'è chi dice mi consenta
chi promette di mostrar la fregna
chi dell'incuranza altrui
pure si sdegna
era solo il sessantotto
quando si lottava per un ideale
quando il nostro motto
era l'esser solidale
quando si sperava
di lasciare ai nostri figli un mondo
che fosse almen migliore
oggi
se proprio non vogliamo andar lontano
basta guardar su queste pagine
per capir quanto l'ingordigia
ci ha preso la mano
anzi
forse neanche quella
visto che ci siam venduti le mutande
e ora ci serve
per parar la fregna.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Antonella Scamarda3 luglio 2012
Ci siamo lasciati prendere la mano o "forse neanche quella",forse abbiamo barattato il valore stesso della Poesia come strumento di conoscenza di noi stessi, della nostra interiorità,con la vana ricerca dell'esteriore, come se qualche fuggevole momento di "gloria" potesse renderci il significato della nostra stessa esistenza... Fa riflettere questa satira, che mette in luce la grande solitudine morale alla quale, spesso, la società dell'apparire si condanna, una società caduca... come foglie sugli alberi in Autunno...

