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Satira 3 luglio 2012 · lettura 2 min · 645 letture

Forse era Ungaretti

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Come soldato mi sento in bilico mi par che qualcuno scrisse come stan d'autunno sugli alberi le foglie pur io nella mia veste di scribacchino sento in declino questo mio destino eppur ci avevo messo tutti gli ingredienti baldanza invidia e intolleranza e anche quel tantino d'ignoranza giusto per non dover leggere dei grandi la sostanza solo qualche rigo da scopiazzar qua e là per dargli una parvenza alle mie bestialità come soldato sopra ho scritto dato che ormai è una guerra in questa società dell'apparire ci si venderebbe anche le mutande per emerger dalle lande nullafacenti politici o pseudo poeti tutti sul palco a scannarsi per conquistare un varco c'è chi dice mi consenta chi promette di mostrar la fregna chi dell'incuranza altrui pure si sdegna era solo il sessantotto quando si lottava per un ideale quando il nostro motto era l'esser solidale quando si sperava di lasciare ai nostri figli un mondo che fosse almen migliore oggi se proprio non vogliamo andar lontano basta guardar su queste pagine per capir quanto l'ingordigia ci ha preso la mano anzi forse neanche quella visto che ci siam venduti le mutande e ora ci serve per parar la fregna.
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Commenti (1)

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Antonella Scamarda3 luglio 2012

Ci siamo lasciati prendere la mano o "forse neanche quella",forse abbiamo barattato il valore stesso della Poesia come strumento di conoscenza di noi stessi, della nostra interiorità,con la vana ricerca dell'esteriore, come se qualche fuggevole momento di "gloria" potesse renderci il significato della nostra stessa esistenza... Fa riflettere questa satira, che mette in luce la grande solitudine morale alla quale, spesso, la società dell'apparire si condanna, una società caduca... come foglie sugli alberi in Autunno...