La fretta di un neurone impazzito
Pronto ?
si ehm, stò cercando me stesso..
non c'è.
sa per caso quando torno ?
non sò non lascia mai detto niente.
posso lasciare un messaggio ?
si certo parli pure lascio accesa la segreteria,
ma devo lasciarla mi dispiace
o perderò il treno, sa,
stò per andarmene da questo posto.
Ah.. e dove va ?
vado sulla luna
pare che da lì
ci siano coincidenze
verso ogni destinazione.
Non costa nulla il biglietto,
l'unica difficoltà
è che il treno
non lo vede nessuno,
ma puoi stare tranquillo
che al tuo posto
non siederà nessuno.
vado mi scusi, mi stanno aspettando.
Lascio accesa la registrazione.. addio.
Eh.. La fretta di un neurone impazzito.
volevo solo sapere che fine hai fatto, sai com'è,
è tanto che non ti fai sentire, che non scrivi
non sono sicuro di volerti dire "vediamoci ora"
perchè sarai preso in chissà quale dei tuoi giri
però sappi che qui c'è ancora qualcuno che ti aspetta
hai ancora un nome e qualcuno che ti vuole bene
da qualche parte c'è ancora qualcosa per te
si, penserai "altri calci in culo" eheh ma no no
non parlo di quelli, vedi ho anche un affare per le mani
bhe ecco se ci sei sarebbe il caso di oganizzarsi insieme.
Ora non stò ad anticiparti niente però appena torni ne parliamo.
Hai presente quando il Sole scompare dietro al mare ?
sai quando rimane quella luce, sospesa fra le onde
e tu abbracci una persona che ti è vicina e la senti dentro
talmente stretta che non potresti lasciarla mai
un attimo dopo anche quella luce che scompare
e arriva il vento gelido, arriva anche il senso della solitudine
ti senti scomparso anche tu dentro al mare
e con te, non sei riuscito a tenere stretto un bel cazzo di niente
anche le canzoni, la musica, quella così registrata male
con quelle idee meravigliose dentro e quell'energia spasmodica
quel collante sciolto in un lago di grandiosa disperazione.
Tutto si dimentica e scompare. L'idea è semplice.
Consiste nello scrivere ogni minima sensazione,
come se fosse una fotografia,
non dico quelle sensazioni superficiali inutili.
Quelle puttanate che sappiamo bene,
come elargire a chi ne vuole.
Ma per lo meno quelle in cui senti di vivere,
almeno una stilla di quello
che senti essere la tua vita
e non quella di chissà chi altro.
Suona e abbraccia i clown mentre si dissolvono
continua a crederci e a far sorridere i bambini.
Cerca di ascoltarmi per questa volta,
poi ti assicuro che non ti romperò più le palle.
Scrivi, per dio. E scrivi tutto.
Scrivi le storie incredibili
che inventa la mente
di chiunque incontri dentro e fuori.
Accetta l'assurdo e spegni la ragione.
Con un coltello cesella la carne
che esce fuori dalle pagine e pulisci il sangue.
Io mi occuperò di farti spazio,
toglierti le stronzate dalla mente.
Ti seguirò e spianerò la strada.
Allora vedrai che un giorno mi ringrazierai.
Maledetto cuore bastardo.
©
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L'autore
Fratello
Ho sempre scritto principalmente per sfogarmi, questi sfoghi sono divenuti Poesie e Reading. Ho partecipato al Marte Live leggendo in locali di Roma incluso il teatro Palladium arrivando alla finale senza vincere assolutamente nulla. Accompagnato musicalmente dal basso elettrico di Gabriele D'Ubaldi.
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