Uomini
10 luglio 2012
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La ricetta del fabbricante di ricordi
cucire il passato col presente
attraverso una rete fitta di ricordi
creati in quel domani lento
che si nasconde
tra le pieghe di un sorriso
da mettere nell'angolo
appena si fa scuro
dentro quella scatola
dal coperchio viola
-lo sguardo si perde all'orizzonte-
creare una strada
coi ciottoli del fiume
goccia dopo goccia
annaffiare foglie
di un salice piangente
-le sue mani arrivano fino a terra
per ascoltare il mare-
un nastro colorato tra i capelli
per prendere quel volo
che dura cosi poco
-un grido nell'attimo che sale quella voglia-
ungere la pelle
per imprimere l'emozione
come marchio indelebile
di qualcosa che esiste
pur lasciandolo andare
lungo quel corso d'acqua
che il sole prosciuga
-la sete graffia la gola come un miraggio
perduto tra la sabbia-
quel sapore di sale
da gustare lentamente
con l'avidità di un mendicante
di parole
perché il silenzio ha un arma
a doppio taglio
-colpisce in pieno petto senza spargimento di sangue-
quel dolore, cosi dolce
che prende la mano
e t'accompagna fino al tramonto
come dose mal tagliata
di una droga estinta
-forse pura e rara -
non si muore
se la luce penetra nella corazza
solleva il coperchio
in quella pentola piena di acqua bollente
-il vapore scivola su quel vetro appannato
trasuda il senso delle parole scritte
per mano di una lacrima-
si ripone la botte
nella cantina, al riparo dell'estate
mescolando i sapori
-chiodi di garofano, cannella e miele-
s'assapora tutto nelle notti d'inverno
quando fuori fischia
quel vento di tramontana
e i giorni si nascondono
sotto la neve
-solo allora se ne gusta il calore-
solletica una stilla quel viso assorto
che contempla la brace nel camino
e nella cenere svuota finalmente il sacco
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