Nient'altro che l'amore

Un giudizio a poco a poco
in notte di momenti,
nello spopolato rimpianto,
nell'anonimato sapere,
un giudizio,
in gioco la vita,
attraverso l'antipatia e l'incertezza,
di sbieco all'affanno e l'affezione...
Aspiravo ad un illogico campo dei cieli
dove si potesse agire nell'ammirabile,
verso
la stima degli uomini e la fibra di un fiume disceso,
dal sazio amore stormo
allo stormo ed unico senso degli uccelli in fosco volo.
Nell'indefinito, nell'orizzonte rilasciato da inviolabili segreti,
VIDI un'iperbole,
una lente di contenuti,
un'ipersensibilità a forma di filato- fluido e ordinato
ornato per l'immenso.
Nei pressi della vera verità filai il tracciato di un filo,
legami senza propositi,
soli e senza finali tristi,
immutabili, muti e senza respiro.
Legami,
nient'altro che uditi perdoni,
su quel filato- fluido e ordinato
ornato per l'immenso ascolto...
Nient'altro che l'amore perfetto in un Mondo così speciale come confidare.
Miei astratti pensieri, ma cosa porto con me?
Fulmini nel deserto.
Filati, embrioni nascenti di folte stelle.
Alluvioni su sbocchi di sangue dolce.
Miei anni distratti, cosa penso di voi?
Attraverso il peso,
l'enfasi di ogni responsabilità,
misuro ogni grammo
e dono
un mio riuscito messaggio
a chi si è infranto nell'improvvido avvio dell'imprudenza.
Nient'altro che l'amore perfetto in un Mondo così defilato come un non- ritorno.
©
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