La Lupa
Lena Orfeo
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Se guardo alla Lupa su e giù per la casa
con gli occhi sgranati tra bagliori di serrande,
ingoiata più da energie periferiche esterne
che dalla vita sottomano,
allora godo della mia fortuna,
dello slancio vitale,
preteso, conquistato,
del mio dire NO
alla gabbia cui mi fai dono.
Molti uccelli temono il cielo,
il volo improvviso,
il salto nel vuoto.
Tornare in cella no,
non mi consola,
piena di certezze
questo sì...
di passi sempre quelli,
di cinguettii ovattati,
di sberle prese e poi restituite,
c'è ancora la mia faccia sui poli della rete,
ma quelle son già verità di ruggine e ferro!
Acqua e mangime non bastano in eterno!
Ed è per questo
che gli occhi scivolano di sotto,
che cercano altri prigionieri
per raccontarsi sempre uguali,
forse migliori,
scovare pessime galere, quadri sbiaditi,
tappezzerie di bugie per i propri divani.
Tu Lupa
m'insegnasti la vita,
quel che non deve mai essere,
quel che non deve accadere
e nessuna parola a questo è servita...
I tuoi semi fasulli annacquati col vino,
fiori ubriachi che non conoscono prato,
dissipano petali senza futuro.
Morirai
credendo d'aver vissuto,
mentre ancor oggi vivi
ma poi di cosa?
Non sei ancora arrabbiata o un poco delusa?
©
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L'autore
Lena Orfeo
Commenti (1)
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Sara Acireale17 luglio 2012
Per conquistare la libertà e uscire fuori dalla gabbia occorrono immensi sacrifici ma alla fine... si è fieri di avere saputo dire di NO, fieri di essersi ribellati a pregiudizi e convinzioni... Bisogna sapere dire di no alla "lupa" e non è facile perché a volte una gabbia "dorata" viene preferita al prezioso "fiore della libertà"...

