Voglio fare l'equilibrista

Lego un filo di nylon
tra i tetti di due grattacieli.
Voglio fare l'equilibrista.
Prima la punta di un piede
assaggia la resistenza,
il naso annusa il vento,
le braccia aperte
come volo d'Angelo.
Dondola l'altro piede nel vuoto.
Ci pensa.
Poi si appoggia sicuro.
La fune cede appena
sotto il peso di tutti i perchè,
ma ostinata proseguo
nella mia performance.
Nessun spettatore là sotto?
Meglio così!
Nessuna distrazione
nella mia mente vuota.
Equilibrista perfetta
tra follia dell'esistere
e la ragionevolezza
dell'essere.
Mi ubriaco d'aria fredda
che passa dai polmoni
al cuore che ancora batte.
Tum ...Tum... Tum...
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Commenti (1)
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Silvana Poccioni20 luglio 2012
Perfetta descrizione di un acrobatico passaggio tra due grattacieli ad altezze vertiginose su un filo sottile. Che non sia metafora di ardimentosi passaggi esistenziali, in cui solo un immenso coraggio può garantire la riuscita? Molto piaciuta
