Signore, signorsì e basta

Alla fermata del numero 5
-che guarda, non è l’eau- de parfum de madame Chanel-
stretta nel piumino che le scoppia sul petto
coi riccioli rasta che ancor più le sbandierano addosso
tutta la rabbia delle sua nera etnia dibattuta sulla faccia
sente che sta marcendo
non c’è scampo, ne prime- time
né serve succhiarsi le dita in regredire all’infanzia
c’è solo il chinare la testa:
signore
signorsì e basta.
Sghignazzando a bocca aperta
sibila il ricurvo
strapazza le foreste d’antenne sopra la sua testa
le parabole risuonano come gong,
sbattono le finestre
un tonfo sordo sull’altro, e tu
sempre lì a marcire
ferma
tra fili spezzati di luna
e sogni bucherellati che continuano imperterriti
(loro)
a non dover mostrare il culo
a chi continua a sbavare su e giù
e tu
sempre a chinare la testa
signore
signorsì e basta.
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
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