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Morte 21 luglio 2012 · lettura 1 min · 2937 letture

Dovrei spegnere i lumi

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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nere rovine agghindate a luce e ad inganno Ora io dovrei giustificare le mie stelle e vedere negli occhi degli altri un po' di oro oppure il semplice abbandono delle cose. Io che non mi sono arreso se non al tuono. Dovrei spegnere i lumi, il sapore delle notti e accettare sguardi negati quasi fossero promesse o acide cancrene in luogo di carezze. Io che non ho mai ceduto al grigio impero. Se un giorno non avrò desiderio di svegliarmi allora si, potrei chiudere i petali e ripiegar le ali, indire i funerali di questo mio respiro e svanire, fra le mute insegne di un lievitar di torti. Ora, non saranno i morti ad accogliermi nel cielo o forse nella terra dove reami e voragini s'aprono e si chiudono ansiosi d'inghiottire i gesti e gli sberleffi di questa falsa era di bruttezza. Io, che non ho mai amato un sogno o la bellezza d'una rosa senza la sua spina. Io che sarò rovina o trionfo per una nera schiera.
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Commenti (5)

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aldo gasparotto21 luglio 2012

questo tetro che prepotente si legge al suo fascino cupo tenebroso. ad l'ultima strofa struggente fascinoso Io... che non ho mai amato un sogno o la bellezza d'una rosa senza spina. Io che sarò rovina o trionfo per una nera schiera. Sublime

Elena Poldan22 luglio 2012

Ha un incedere solenne questa lirica, che respira, al di là di quello che potrebbe sembrare, forza, coraggio, sfida verso qualcosa che attanaglia e minaccia, ma l'immagine che si delinea è quella di un uomo fiero, che ama affrontare la vita di petto, nn eludendo, ma combattendo a testa alta e guardandoli negli occhi, i propri demoni. Fiera!

Miriam Badiani22 luglio 2012

Lirica dalla grande forza, direi epica, manifesta un senso di ribellione e di consapevolezza molto maturo. Si legge tutta d'un fiato, mi ha ricordato il ritmo della Cavalcata delle Valchirie. Complimenti.

Laura Maira23 luglio 2012

In questi splendidi versi leggo tanto dolore, forse amarezza e delusione, ma anche forza e orgoglio per essere sopravvissuti a tanto, per aver gustato il fiele senza morire, tempeste nere senza affondare... Ora l'animo é consapevole e forte, libero di decidere se abbandonarsi languidamente alla fine, o assaporare ancora della rosa della vita le spine... Magnifica poesia di grande impatto, bellissima sia per il contenuto che per le immagini e lo stile. Evocativa. Chiudo gli occhi e facilmente posso vedere le immagini che l'autore ha creato. Veramente un capolavoro. Leggere cose cosi' mi é di ispirazione e diletto. Complimenti e grazie

Decisamente una poesia da conservare, per la forza che trasmette e per la bellezza dei versi.