Nel mio guardaroba

Mi spinge l’aria
in questo imbuto ch’è l’esistere
in questo pertugio stretto
che mi soffoca la mente
ruvido e pungente
freddo
come un alba su un ghiacciaio permanente
schiacciato
immobile
la luce laggiù in fondo
sempre più piccola e lontana
sempre più cupo il mio risveglio
un lampo
un grido
un attimo
o forse tutta una vita
chissà
da quanto son chiuso in questa morsa
se fu la condizione
a farmi perder la ragione
oppur
magari matto ci son nato
con questa solitudine
incollata sull’ossa
come un abito di pelle
consunto e rammendato
ma è della mia taglia
e altro non trovo
da indossare
nel mio guardaroba vuoto.
©
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L'autore
Turan
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