Precipitando da semi di stelle

Parlami spartano del vuoto che hai sentito
quando il mondo in accordo
ti ha lanciato in quel burrone profondo.
L’anima trafitta da parole di lancia e d’ortica ho sentito
mia madre luna, il cuore che batteva
per attimi di vita non fu sufficiente,
non era abbastanza per loro,
nonostante le mie membra spoglie fossero
ancora glabre d’esperienza il loro verdetto mi fu fatale:
figlio di un amore vergine, gli amanti? due stelle
scivolate dal cielo, assuefatte dall’etereo sapore del piacere
venduto come rimedio all’assenza di fede.
perse le stelle mi son perso anche io madre
nelle crepe di sogni mai nati in un giorno
di primavera tra spighe di grano e ali di rondine in picchiata.
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L'autore
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Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi
Commenti (1)
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lu23 luglio 2012
Delirio lucido e ipercoscienza d'esistenza ci aprono il cuore di Ale. la forma poetica permette di sondare l'abissale fondale dell'anima e ascoltarne il grido: è confidenza urlata al vento che la porta ora su fiori recettivi ora su nuovi aculei. Non ripiegarti su questo, guarda avanti che puoi farlo... ma solo se lo vuoi tu!