Appena in là

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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non so dire perchè, ma mi arriva come un dialogo tra l'autore e la poesia stessa, non questa scritta, ma il concetto di poesia, come volesse, lui, confessare una ricerca, che talvolta pare portare altrove, forse in riflessioni filosofiche, oppure che ferma immagini, istantanee... che a ben pensarci poi, cos'è l'emozione se non un'istante fermo, come una foto? Può dunque esser così l'amore della poesia, per la poesia, o la poesia stessa... altre volte sfugge, lei, non ci trova, e non ci troviamo noi, non sentendo più il coro delle sue voci... mah... in ogni caso, questo testo lascia libertà di divagare e mi piace!
...è questo modo di sentire che porta bellezza ovunque... anche in quello che appare come un dolore... è questo il modo per dare il 'la'... a ogni giorno... a domani... (apprezzo sempre di più...)
l'impressione che mi regala, è il lento fluire della vita e del tutto dove ogni cosa che ci circonda e che sovviene 'amore- morte- passione' non sono altro che piccole scaglie immobili su di un fiume a specchi il nostro 'credere' di essere in movimento non è altro che un illusione dovuta in realtà ad un fluire macroscopico... 'la vita non è altro che un sogno dentro un sogno' diceva qualcuno una bella 'fantasia' mica tanto, che secondo me potevi piazzare in impressioni belle immagini e scusa la mia di fantasia



