Nera coscienza

Scende la pioggia d’ossa
e i fianchi doloranti
il rosso degli occhi e...
tante, tante le gocce di sangue
per tingere di rosso
i miei papaveri
piango la coscienza che ho trovato
mangiando e bevendo dai pozzi di luna
scudo dei miei timori solo l’oblio della nera morte
apro le porte ad un giorno che avanza
strisciando, è un filo di inconsistenza
della mia matassa, la metto da parte,
ci farò una giacca di ghiaccio
che isoli il cuore dal mare del male
che ondeggia sulla costa della mia
spiaggia grigia.
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L'autore
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Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi
Commenti (2)
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Stefano Drakul Canepa31 luglio 2012
questa poesia è nelle mie corde, una spremuta di paure, tentazioni, una goccia di luna malata che ci fa tremare... un plauso sincero...
alessandro mazzeo31 luglio 2012
Una poesia molto interessante, per lo stile particolare e le immagini originali, nebbiose... evanescenti...

