Lughnasadh
Stefano Drakul Canepa
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Raccoglievi semi di papavero
da sacrificare al grembo caldo
di questi giorni antichi e neri,
quando il sole brucia ed ama.
Io ti ascoltavo ed incendiavo
luci di grano da mietere piano,
nell'attesa di un inverno greve
fatto per tremare nostalgie.
Eri senza ferite e fra le mani
gocce di fiele stillato ad est,
mentre l'oro è solo un trionfo
che trema a ricordo del cuore.
Io spargevo amore su spoglie
d'argento, pallido vento scuro
che soffiava sul tuo petto
reso tremante dalla mia magia.
Raccoglievo tracce di danza
sprecata alle porte d'estate,
quando le fate spirano stelle
per un bacio non dato.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (4)
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Miriam Badiani1 agosto 2012
Un affascinante viaggio a ritroso nel tempo, grande padronanza delle parole, ritmo molto coinvolgente. Grande .
elena leica1 agosto 2012
Che dire?...per l'ennesima volta provo emozione nel leggerti. Complimenti per questa opera ricca di immagini e metafore straordinarie. La chiusa... sublime!
Laura Maira1 agosto 2012
Atmosfera suggestiva e quasi mistica per questi bellissimi versi che mi hanno emozionato tantissimo. Veramente da brivido. Impeccabile. Complimenti
Gentiana Marika2 agosto 2012
Un inchino alla bravura e maestria con la quale sono stati scritti questi versi che ammantati d'un velo mistico rapiscono l'anima e la fanno danzare nel senza tempo ...sulla linea di confine dove le fate compiono le loro magie. Complimenti Ste!




