Il ciclista contento
Emanuele Strada
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PROLOGO
Prima di ogni contesa
pronto a fuggire
da un'indomabile smania.
CORSA
Sono la strada baciata
dal tubolare della tua bici
sono una faccia di rughe
che morde
il volto della tua fatica
mi vedi appena lì sotto
e non mi hai raggiunto ancora
disegno il tuo futuro
all'orizzonte dei tuoi sforzi
dietro la curva il riposo
per l'eterna attesa degli occhi.
Mille tornanti
un sol ritmo nel petto,
pedalando verso me stesso
esplorando la sofferrenza
di ogni colpo
in fondo alla pedivella
dove l'uomo si fonde alla macchina
violentando a colpi di volontà
la propria volata.
Un diavolo rosso
come un Pantani
un Coppi, un Bartali,
un folle Girardengo
uno scalatore di tappa,
per la maglia
in cima alla salita,
cavaliere di una meccanica
ferraglia che tramuta
gli uomini in note
la strada un pentagramma.
Mi affianca la storia
che neanche mi sfiora
passo un viso
che m'innamora;
se vinco se perdo
se c'è il mio rivale
impennerà
questa triste strada
anche per lui
che non vuole sudare.
Staccare tutti
per correre da solo,
per accarezzare la vetta
bussare all'azzurro
del cielo.
Perché al comando rimane un uomo solo
passista tra borracce
cambi, treni
e gregari
domani ci sarà
da attaccare ancora.
La differenza è
nelle legnose gambe
la differenza è
nella fatica nera,
allora scorderò
gli altri in sella
e partirò
per abbandonare la via più breve
e arrampicarmi
tra la folla
sulla vita
giù dai monti scoscesi
nel coraggio della passione,
della dignità gioiosa
per l'avversario
che se sarà primo
avrà il mio rispetto.
PASSEGGIATA FINALE
Scivolare sopra la strada
come il sudore sulla fronte
madido e silenzioso
col desiderio di non essere solo
una linea tra due punti della corsa,
essere la gara.
Alla prima fontana
butterò la bici addosso al muro
mi disseterò
prima di raggiungermi e ritrovarmi
sulla linea bianca finale
per il solo gusto d'arrivare
senza titoli né lancette
per questa gara senza biglietto
dove l'equilibrio è movimento dell'anima
cercherò di tener duro
nel mio sciolto pedalare
ancora in mezzo ai campi
con il sole stagliato davanti
prima di sentirmi
un ciclista contento.
©
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
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