Una goccia
Stefano Drakul Canepa
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Ti guardavo senza provare ferite,
tu pallida dea dalle bianche ali spezzate,
che il buio aveva nascosto e curato
quasi senza chiedere nulla in cambio.
Nulla se non una nuvola o un battito,
nulla se non un tramonto a sera
o un perdono lasciato tremare a pelle,
proprio dove le carezze vanno a morire.
Ti sorridevo senza provare amore,
ma anche nostalgia per le poche cose
che la notte aveva conservato per noi
che non volavamo senza una luna.
Una luna da tradire, una luce argentea
che riempiva i nostri aloni neri di pietà
e forse di poesia tenuta in vita solo
per il ricordo di un bacio o di un gelo.
Ti guardavo senza provare ardore,
ma anche rimorso per le poche stelle,
nulla se non una lacrima, una goccia
proprio dove le lune vanno a morire.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Elena Poldan5 agosto 2012
Ci si inoltra fra tenebre e languore tra questi versi senza amore, senza ardore, senza ferite, in una sorta di anestesia emozionale, che però, invece di tutelare, espone a qualcosa d'improbabile e nuovo. Testo ammaliante, anche un po' cattivo... così mi arriva...
Laura Maira5 agosto 2012
Un bel testo, amaro... Ricordi rivisti con consapevolezza... Non ti ho amato. Questa semplice certezza rende inequivocabile il tono amaro e solo di lieve rimpianto verso cio' che ormai é perduto e si sa che più non tornera'. Come sempre l'autore affascina per le atmosfere suggestive, malinconiche e oscure in grado di creare, sempre con grande eleganza. Bellissima complimenti.


